GALATEO Citazioni

 

DELLA CASA

 

PIACERE O DISPIACERE - Chi di piacere o dispiacere altrui non si dà alcun pensiero è zotico e scostumato e disavvenente. [GIOVANNI DELLA CASA (1582), “Galateo”]

NOMINARE - Non solamente non sono da fare in presenza degli uomini le cose laide o fetide o schife o stomachevoli, ma il nominarle anco si disdice. [GIOVANNI DELLA CASA (1558), “Galateo”]

SBADIGLIO - Dee l’uomo costumato astenersi dal molto sbadigliare [...] perciocché pare che venga da un cotal rincrescimento e da tedio, e che colui che così spesso sbadiglia amerebbe di essere più tosto in altra parte che quivi, e che la brigata ove egli è ed i ragionamenti ed i modi loro gli rincrescano. [GIOVANNI DELLA CASA (1558), “Galateo”]

ARGOMENTI - Né a festa né a tavola si raccontino istorie maninconose [malinconiche], né di piaghe né di malattie né di morti o di pestilenze né di altra dolorosa materia si faccia menzione o ricordo. [GIOVANNI DELLA CASA (1558), “Galateo”]

GUADAGNO - Un solenne uomo greco gran versificatore soleva dire che chi sa carezzar le persone, con piccolo capitale fa grosso guadagno. [GIOVANNI DELLA CASA (1558), “Galateo”]

DIR MALE - D'altrui né dell'altrui cose non si dee dir male. [GIOVANNI DELLA CASA (1558), “Galateo”]

MALDICENZA - Le persone schifano l’amicizia de’ maldicenti, facendo ragione che quello che’essi dicono d’altri a noi, quello dichino di noi ad altri. [GIOVANNI DELLA CASA (1558), “Galateo”]

VEDER FARE - All’uditore sia avviso non di udir raccontare ma di veder con gli occhi fare quelle cose che tu narri. [GIOVANNI DELLA CASA (1558), “Galateo”]

PARLARE - Tu non dei giammai favellare che non abbi prima formato nell’anima quello che tu dei dire. Ché così saranno i tuoi ragionamenti parto e non isconciatura [aborto]. [GIOVANNI DELLA CASA (1558), “Galateo”]

CORRERE - Non dee l’uomo nobile correre per via, né troppo affrettarsi, chè ciò conviene a palafreniere e non a gentiluomo, senza che l’uomo s’affanna e suda e ansa: le quali cose sono disdicevoli a così fatte persone. [GIOVANNI DELLA CASA (1558), “Galateo”]

 

 

(SHAKESPEARE)

 

OSPITI - Gli ospiti, che s’invitano da sé, riescono tanto più graditi poi, quando ormai se ne sono andati! [WILLIAM SHAKESPEARE, “Enrico VI” (Parte prima) (1588-1592)]

BANCHETTO - Un banchetto che non riveli per tutta la sua durata la cordialità di chi lo dà è un banchetto pagato; per mangiare soltanto si sta meglio a casa propria. [WILLIAM SHAKESPEARE, “Macbeth” (1605-1606)]

 

 

GIOJA

 

CIVILTÀ - Il Galateo e la Civiltà sono quasi sinonimi. [MELCHIOR GIOJA (1832), “Nuovo Galateo”. Ed. Stefanoni]

RIMEMBRANZE - È somma impulitezza l'agire o il parlare in modo che nere rimembranze o moleste corrano alla mente di chi ci ascolta. [MELCHIOR GIOJA (1832), “Nuovo Galateo”. Ed. Stefanoni]

MENSA - L'allegrezza e il piacere sono le principali divinità che devono presiedere alla mensa. [MELCHIOR GIOJA (1832), “Nuovo Galateo”. Ed. Stefanoni]

A TAVOLA - Non ispiegare la tovagliola né mettere mano ai piatti, avanti che il padrone o il personaggio più rispettabile non ne abbia dato l'esempio. [...] Prendi quanto t'abbisogna una sola volta, non a più riprese. [...] Non magnificare i pranzi che ti furono dati in altra casa, avvegnachè il subito confronto può offendere il padrone. [...] Non portare alla bocca un boccone pria di avere trangugiato l'altro [...] Mangia a labbra chiuse e mastica senza rumore [...] Mangia a labbra chiuse e mastica senza rumore. [...] Non presentare agli altri ciò che tu gustasti [...] Non bere a bocca tuttora piena di cibo. [MELCHIOR GIOJA (1832), “Nuovo Galateo”. Ed. Stefanoni]

FEEDBACK - Discorrendo, guardate la persona in faccia: gli occhi bassi vi danno l'aria d'uomo conscio di qualche delitto; inoltre vi privano del vantaggio di scorgere, nel contegno di chi vi ascolta, l'impressione che fanno le nostre parole sull'animo di lui. [MELCHIOR GIOJA (1832), “Nuovo Galateo”. Ed. Stefanoni]

NOME - Sì tra i Greci che tra i Romani la pulitezza voleva che si salutassero le persone chiamandole col loro nome e soprannome, a fine di provare che conservavasi memoria de' nomi, perché si stimava ed era cara la persona. [MELCHIOR GIOJA (1832), “Nuovo Galateo”. Ed. Stefanoni]

VISITA - I doveri di chi visita risultano tutti dallo scopo ch’egli si propone. Questo scopo si è: ‘Recare una nuova sensazione aggradevole al visitato, o scemare meno che sia possibile le aggradevoli di già esistenti’. [MELCHIOR GIOJA (1832), “Nuovo Galateo”. Ed. Stefanoni]

VISITATO - Tutti gli atti della persona visitata sono frasi diverse che esprimono una sola idea, ed è: Voi mi fate piacere. [MELCHIOR GIOJA (1832), “Nuovo Galateo”. Ed. Stefanoni]

SOSPENSIONE - Un piacere molto intenso c'induce ad abbandonare un altro d'intensità minore; perciò l'uso c'impone l'obbligo di sospendere tosto le nostre occupazioni per accogliere una visita. [MELCHIOR GIOJA (1832), “Nuovo Galateo”. Ed. Stefanoni]

AMICIZIA - L'insensibilità alle cose e alle persone che appartengono all'amico, dimostra che non esiste l'amicizia. [MELCHIOR GIOJA (1832), “Nuovo Galateo”. Ed. Stefanoni]

CONVERSAZIONE - Il principale oggetto delle conversazioni si è il piacere. [MELCHIOR GIOJA (1832), “Nuovo Galateo”. Ed. Stefanoni]

RIGUARDI - Quando si tratta di riguardi è men male peccar per eccesso che per difetto. [MELCHIOR GIOJA (1832), “Nuovo Galateo”. Ed. Stefanoni]

DISPUTE - Gli uomini inciviliti amano le dispute, come i Selvaggi i combattimenti. [MELCHIORGIOJA (1832), “Nuovo Galateo”. Ed. Stefanoni]