Traduttore sito

Registrati

Ubuntu-manuale-140

banner_artantis

logomde

Chi è online

 5 visitatori online
Giornalino Capafresca n. 127 (Luglio 2009) PDF Stampa E-mail
Scritto da Vito Coppa   
Mercoledì 01 Luglio 2009 09:11
Capafresca
ANNO XI - NUMERO 127 – LUGLIO 2009
CITAZIONI
2 GIUGNO - Il 2 giugno è la Festa della Repubblica Italiana, perchè il 2 giugno 1946 si svolse il Referendum per scegliere tra Monarchia e Repubblica.
BLA-BLA-BLA – Quello del bla-bla-bla non è un vizio soltanto della classe politica. E’ un vizio di tutti gl’italiani. In qualunque luogo, circostanza e ambiente sociale il brodo della nostra lingua è sempre allungato. Per dire una cosa, noi impieghiamo il doppio di parole di un inglese o di un francese (…) Noi potremmo esprimerci in maniera molto più asciutta, come del resto facevano gli scrittori del Cinquecento, Machiavelli, Guicciardini e così via, solo che ci decidessimo a dire quel che pensiamo. Ma il fatto è che noi italiani, e i politici in particolare modo, non parliamo e non scriviamo per dire ciò che pensiamo, ma per nasconderlo, o almeno per ovattarlo, in modo da poter essere pronti, all’occorrenza, a dimostrare che non volevamo dire ciò che gli altri hanno creduto di comprendere, ma una cosa diversa, e talvolta opposta. [INDRO MONTANELLI (1981) su “Oggi”]
GRAZIA – La grazia è la bellezza in movimento. [G.E. LESSING, “Lacoonte”]
MINACCIA – Ti torturerò le ossa, ti farò ruggire in modo tale che anche le belve tremeranno nelle loro tane. [WILLIAM SHAKESPEARE, “La tempesta”]
SEDENTARIETA’ – Nessuno sta talmente bene in salute da potersi permettere una vita sedentaria. [EUGENIO DEL TOMA]
SHERLOCK HOLMES - “Il suo vicino è un medico”, disse indicando con un cenno del capo la targa di ottone. “Sì, ha rilevato uno studio anche lui.”  “Uno studio che esisteva da molto tempo?”  “Da quando esisteva il mio. Entrambi sono stati aperti quando furono costruite le case.”  “Ah! Allora lei ha scelto il migliore dei due.”  “Credo di sì. Ma come lo sa?”  “Dai gradini, ragazzo mio. I suoi sono molto più consumati di quelli del suo collega.  [ARTHUR CONAN DOYLE, “L’impiegato dell’agenzia di cambio”]
COCKTAIL E TE’
GHIACCIO – Mescolando e shakerando avete raggiunto un duplice obiettivo: mescolare gli ingredienti e raffreddare il drink. [THOMAS COWAN (1992), “Guida internazionale alle varietà dei Cocktail”, Ed. Ulisse]
OCCASIONE – Verso le quattro del pomeriggio non c’è niente di più rinfrescante e rivitalizzante del tè, e io credo che questa abitudine dovrebbe essere qualcosa di diverso da una tazza preparata di corsa con una bustina. Quando il tempo ce lo concede, può invece trasformarsi in una piacevole occasione sociale, con il tocco di raffinatezza che le conferiscono una bella tovaglia ricamata, i tovaglioli, la porcellana fine e un vaso di fiori posto al centro del tavolo. [JANE PETTIGREW (1986), "Dolci e pasticcini per il tè", Ed. Muzzio]
ETIMOLOGIA
ASINO E CAVALLO:
- BARDOTTO [forse dall’arabo ‘barda’ (coprisella)] Animale prodotto dall'incrocio di un'asina con un cavallo.
- MULO [dal latino ‘mulu’] Animale prodotto dall'incrocio incrocio tra un asino e una cavalla.
FILOSOFIA DELLA SCIENZA
RAGIONE – E’ necessario dunque che la ragione si presenti alla natura avendo in una mano i princìpi, che soli possono dare ai fenomeni concordanti fra di loro autorità di legge, e nell’altra l’esperimento, che essa ha immaginato secondo questi princìpi, per venir istruita da lei; ma non in qualità di uno scolaro che stia a sentire tutto ciò che piaccia al maestro, anzi di giudice, che dal suo posto costringa i testimoni a rispondere alle domande che egli loro rivolge. [IMMANUEL KANT, “Critica della ragion pura”]
GALATEO
SBADIGLIO – Dee l’uomo costumato astenersi dal molto sbadigliare (…) perciocchè pare che venga da un cotal rincrescimento e da tedio, e che colui che così spesso sbadiglia amerebbe di essere più tosto in altra parte che quivi, e che la brigata ove egli è ed i ragionamenti ed i modi loro gli rincrescano. [DELLA CASA, “Galateo”]
LINGERIE
IMPICCAGIONE – Di un altro aspetto truculento della vita sociale del Medioevo possiamo accertare la mancanza, penosa, di un paio di mutande dal guardaroba femminile. Le cronache riferiscono che nel 901 una donna accusata di tradimento venne impiccata e quindi appesa con la testa in giù per vituperare il suo cadavere e disonorarla maggiormente: infatti gli abiti le erano ricaduti addosso lasciando scoperti i genitali. Le condanne a morte di donne mediante impiccagione venivano usualmente commutate in altre pene capitali per “il rispetto dell’onore femminile”, poiché i passanti sarebbero andati altrimenti a sbirciare sotto le loro gonne, una volta apprese al nodo scorsoio. L’alternativa non era esaltante considerato che le sventurate erano bruciate sul rogo, annegate in un sacco oppure sepolte vive. Questa “benevolenza” dei giudici durò sino al Cinquecento, tant’è vero che quando nel 1584 vennero impiccate a Norimberga “Maria dei tiratori” e “Catia dei contadini”, prostitute e ladre, un magistrato commentò che ciò non era mai avvenuto in precedenza. Dal secolo XVI restò l’impiccagione e mutarono i costumi: infatti le donne venivano appese in pantaloni o con le gonne lunghe legate in fondo. Ad Amsterdam, nel 1535, quando i battisti venivano condannati all’impiccagione, si aveva cura di cucire sul fondo gli abiti delle donne. In seguito, nel secolo XVII, si preferiva invece far infilare una sorta di calzoni alle condannate. Dagli atti legali inglesi si è appreso che alcune donne, prima di salire sul patibolo, pregavano il boia di non appenderle molto in alto affinché la folla non potesse guardare sotto le gonne. (…) L’infelice regina Maria Stuarda, quando si inginocchiò davanti al ceppo per essere decapitata, portava mutande, candide di fustagno. [LUCIANO SPADANUDA (1997), “Storia delle mutande”, Ed. Castelvecchi]
MALAPROPISMI
180° -  Un’inversione di marcia a 360°
EUSTACHIO - Ahi, non ci sento! Credo di avere una tromba di “pistacchio” otturata.
LAMPIONI - Quanto è buio, dovrebbero mettere un po' più di “lamponi” da queste parti. [ANONIMI]
CONDIZIONATORI – Fa troppo caldo. – Domani accendo i “condizionale”. [raccolto da GLORIA COPPA]
IATALE - Sa dottore, ho un’ernia “letale”.
GESTAZIONE - Da quando si è accorta di essere ipertesa? – Sa, da quando ero in “gestione”. [raccolti da GIOVANNI CARELLA]
NAPOLETANISTICA E OTTIMISMO
NOTTE - Ha da passa’ ‘a nuttata. [EDUARDO DE FILIPPO, “Napoli milionaria”]
PSICOLOGIA
CAMALEONTE – La tecnica del camaleonte – o di Zelig se preferite – è una delle strategie che usano i persuasori di professione per convincere i loro interlocutori. Si crea una sorta di specchio che, con un ritardo di due-quattro secondi, riflette gli atteggiamenti dell’interlocutore. Questa tecnica è descritta nei manuali dei venditori e si basa sull’imitazione degli atteggiamenti di chi si ha di fronte e si vuole convincere. Tono di voce, posture, pause, ritmo della respirazione, ammiccare degli occhi, cenni di assenso, piccoli movimenti della testa e altre modalità espressive fisiche vengono imitate allo scopo di creare un clima favorevole. L’interlocutore è indotto ad affidarsi a colui che crea questa atmosfera rassicurante, familiare e, in ultima analisi,funzionale. Non è più una questione di razionalità e di valutazione ma di imitazione e identificazione. [ANNA OLIVERIO FERRARIS (2008) su “Psicologia contemporanea”]
Vito Coppa
ANNO XI - NUMERO 127 – LUGLIO 2009

2 GIUGNO - Il 2 giugno è la Festa della Repubblica Italiana, perchè il 2 giugno 1946 si svolse il Referendum per scegliere tra Monarchia e Repubblica.
BLA-BLA-BLA – Quello del bla-bla-bla non è un vizio soltanto della classe politica. E’ un vizio di tutti gl’italiani. In qualunque luogo, circostanza e ambiente sociale il brodo della nostra lingua è sempre allungato. Per dire una cosa, noi impieghiamo il doppio di parole di un inglese o di un francese (…) Noi potremmo esprimerci in maniera molto più asciutta, come del resto facevano gli scrittori del Cinquecento, Machiavelli, Guicciardini e così via, solo che ci decidessimo a dire quel che pensiamo. Ma il fatto è che noi italiani, e i politici in particolare modo, non parliamo e non scriviamo per dire ciò che pensiamo, ma per nasconderlo, o almeno per ovattarlo, in modo da poter essere pronti, all’occorrenza, a dimostrare che non volevamo dire ciò che gli altri hanno creduto di comprendere, ma una cosa diversa, e talvolta opposta. [INDRO MONTANELLI (1981) su “Oggi”]
GRAZIA – La grazia è la bellezza in movimento. [G.E. LESSING, “Laocoonte”]
MINACCIA – Ti torturerò le ossa, ti farò ruggire in modo tale che anche le belve tremeranno nelle loro tane. [WILLIAM SHAKESPEARE, “La tempesta”]
SEDENTARIETA’ – Nessuno sta talmente bene in salute da potersi permettere una vita sedentaria. [EUGENIO DEL TOMA]
SHERLOCK HOLMES - “Il suo vicino è un medico”, disse indicando con un cenno del capo la targa di ottone. “Sì, ha rilevato uno studio anche lui.”  “Uno studio che esisteva da molto tempo?”  “Da quando esisteva il mio. Entrambi sono stati aperti quando furono costruite le case.”  “Ah! Allora lei ha scelto il migliore dei due.”  “Credo di sì. Ma come lo sa?”  “Dai gradini, ragazzo mio. I suoi sono molto più consumati di quelli del suo collega.  [ARTHUR CONAN DOYLE, “L’impiegato dell’agenzia di cambio”]
GHIACCIO – Mescolando e shakerando avete raggiunto un duplice obiettivo: mescolare gli ingredienti e raffreddare il drink. [THOMAS COWAN (1992), “Guida internazionale alle varietà dei Cocktail”, Ed. Ulisse]
OCCASIONE – Verso le quattro del pomeriggio non c’è niente di più rinfrescante e rivitalizzante del tè, e io credo che questa abitudine dovrebbe essere qualcosa di diverso da una tazza preparata di corsa con una bustina. Quando il tempo ce lo concede, può invece trasformarsi in una piacevole occasione sociale, con il tocco di raffinatezza che le conferiscono una bella tovaglia ricamata, i tovaglioli, la porcellana fine e un vaso di fiori posto al centro del tavolo. [JANE PETTIGREW (1986), "Dolci e pasticcini per il tè", Ed. Muzzio]
ASINO E CAVALLO:
- BARDOTTO [forse dall’arabo ‘barda’ (coprisella)] Animale prodotto dall'incrocio di un'asina con un cavallo.
- MULO [dal latino ‘mulu’] Animale prodotto dall'incrocio incrocio tra un asino e una cavalla.
RAGIONE – E’ necessario dunque che la ragione si presenti alla natura avendo in una mano i princìpi, che soli possono dare ai fenomeni concordanti fra di loro autorità di legge, e nell’altra l’esperimento, che essa ha immaginato secondo questi princìpi, per venir istruita da lei; ma non in qualità di uno scolaro che stia a sentire tutto ciò che piaccia al maestro, anzi di giudice, che dal suo posto costringa i testimoni a rispondere alle domande che egli loro rivolge. [IMMANUEL KANT, “Critica della ragion pura”]
SBADIGLIO – Dee l’uomo costumato astenersi dal molto sbadigliare (…) perciocchè pare che venga da un cotal rincrescimento e da tedio, e che colui che così spesso sbadiglia amerebbe di essere più tosto in altra parte che quivi, e che la brigata ove egli è ed i ragionamenti ed i modi loro gli rincrescano. [DELLA CASA, “Galateo”]
IMPICCAGIONE – Di un altro aspetto truculento della vita sociale del Medioevo possiamo accertare la mancanza, penosa, di un paio di mutande dal guardaroba femminile. Le cronache riferiscono che nel 901 una donna accusata di tradimento venne impiccata e quindi appesa con la testa in giù per vituperare il suo cadavere e disonorarla maggiormente: infatti gli abiti le erano ricaduti addosso lasciando scoperti i genitali. Le condanne a morte di donne mediante impiccagione venivano usualmente commutate in altre pene capitali per “il rispetto dell’onore femminile”, poiché i passanti sarebbero andati altrimenti a sbirciare sotto le loro gonne, una volta apprese al nodo scorsoio. L’alternativa non era esaltante considerato che le sventurate erano bruciate sul rogo, annegate in un sacco oppure sepolte vive. Questa “benevolenza” dei giudici durò sino al Cinquecento, tant’è vero che quando nel 1584 vennero impiccate a Norimberga “Maria dei tiratori” e “Catia dei contadini”, prostitute e ladre, un magistrato commentò che ciò non era mai avvenuto in precedenza. Dal secolo XVI restò l’impiccagione e mutarono i costumi: infatti le donne venivano appese in pantaloni o con le gonne lunghe legate in fondo. Ad Amsterdam, nel 1535, quando i battisti venivano condannati all’impiccagione, si aveva cura di cucire sul fondo gli abiti delle donne. In seguito, nel secolo XVII, si preferiva invece far infilare una sorta di calzoni alle condannate. Dagli atti legali inglesi si è appreso che alcune donne, prima di salire sul patibolo, pregavano il boia di non appenderle molto in alto affinché la folla non potesse guardare sotto le gonne. (…) L’infelice regina Maria Stuarda, quando si inginocchiò davanti al ceppo per essere decapitata, portava mutande, candide di fustagno. [LUCIANO SPADANUDA (1997), “Storia delle mutande”, Ed. Castelvecchi]
180° -  Un’inversione di marcia a 360°
EUSTACHIO - Ahi, non ci sento! Credo di avere una tromba di “pistacchio” otturata.
LAMPIONI - Quanto è buio, dovrebbero mettere un po' più di “lamponi” da queste parti. [ANONIMI]
CONDIZIONATORI – Fa troppo caldo. – Domani accendo i “condizionale”. [raccolto da GLORIA COPPA]
IATALE - Sa dottore, ho un’ernia “letale”.
GESTAZIONE - Da quando si è accorta di essere ipertesa? – Sa, da quando ero in “gestione”. [raccolti da GIOVANNI CARELLA]
NOTTE - Ha da passa’ ‘a nuttata. [EDUARDO DE FILIPPO, “Napoli milionaria”]
CAMALEONTE – La tecnica del camaleonte – o di Zelig se preferite – è una delle strategie che usano i persuasori di professione per convincere i loro interlocutori. Si crea una sorta di specchio che, con un ritardo di due-quattro secondi, riflette gli atteggiamenti dell’interlocutore. Questa tecnica è descritta nei manuali dei venditori e si basa sull’imitazione degli atteggiamenti di chi si ha di fronte e si vuole convincere. Tono di voce, posture, pause, ritmo della respirazione, ammiccare degli occhi, cenni di assenso, piccoli movimenti della testa e altre modalità espressive fisiche vengono imitate allo scopo di creare un clima favorevole. L’interlocutore è indotto ad affidarsi a colui che crea questa atmosfera rassicurante, familiare e, in ultima analisi,funzionale. Non è più una questione di razionalità e di valutazione ma di imitazione e identificazione. [ANNA OLIVERIO FERRARIS (2008) su “Psicologia contemporanea”]
Ultimo aggiornamento Mercoledì 01 Luglio 2009 20:26
 
LETTERA APERTA A DON ANTONIO SCIORTINO c/o FAMIGLIA CRISTIANA PDF Stampa E-mail
Scritto da Raffaele Bracale   
Domenica 28 Giugno 2009 22:06
Esimio don Antonio Sciortino, mi dispiace ma devo iniziare questa lettera con il noto il lupo perde il pelo, ma non il vizio. Ed ò l’impressione che voi siate un lupo non so se in clergy-man o in talare. Già  a fine maggio, in pieno “caso Noemi”, voi ineffabile don Sciortino(servendovi della tribuna di quella che fu  “Famiglia Cristiana” e che  ormai, da che ne siete condirettore,  parrebbe piú opportuno ribattezzare “Famiglia (rossa) Democratica”)vi esercitaste nel vostro sport preferito, quello di rampognare Silvio Berlusconi,  esortandolo (è un eufemismo) a far chiarezza: “ (Berlusconi)non si può sottrarre alla legittima richiesta che viene dai media, perché non esiste per nessuno l'immunità morale. Non si può rappresentare il popolo col velinismo; sono i cittadini, gli elettori a chiedere chiarezza e il premier non si può esimere dall'essere chiaro e trasparente. Vi sono incongruenze e contraddizioni che vanno chiarite tra quanto il premier à  affermato in diverse occasioni e quanto, invece, si sta appurando. Ad una decina di giorni dalle elezioni europee, di Europa non si parla affatto. Siamo prigionieri delle veline”.

Ineffabile  don Sciortino, mi pare dobbiate convenire  che già allora incorreste non so quanto, (ma lo temo!),  scientemente ed a ragion veduta in  una serie di topiche enormi: innanzitutto quella che chiamaste “legittima richiesta” non veniva dall’intero mondo dei media o dall’intero corpo dei cittadini, come sembrò voi voleste far intendere ( Vi rendo noto ad esempio che a me,ed a tanti come me , di quello che succede nel letto di Berlusconi  importa assai poco, anzi non importa niente!), ma solo da un ben preciso quotidianaccio notoriamente avverso al premier e dal suo stuolo di lettori antiberlusconiani “a prescindere”.

In merito a “quanto si sta appurando”, vorremmo capire cosa intendeste, visto poi  che tutto il caso di “papi” e la relativa montagna di accuse e calunnie varie sono  svanite nel nulla come una bolla di sapone….Ineffabile don Sciortino la necessaria,  dovuta prudenza d’un comunicatore consacrato, dove la mettiamo?...

Ed “a una decina di giorni dalle europee”, se il vostro intento era piú che altro quello di sputtanare per bene l’avversario politico, alla luce dei risultati elettorali direi che è stata una mossa controproducente, visto il 35% di italiani che ànno votato PdL. Son certo che a voi ed alla vostra vocazione nuocerebbe assai  restare “prigioniero di una velina” per qualche ora, però dovete convenire che  non tutti possono o possiamo pensarla come voi o avere la vostra forza d’animo che vi tiene lontano dalle tentazioni!

Tuttavia non contento ,voi indicibile fustigatore delle umane miserie, novello Paolo di Tarso, ci riprovate in questi giorni. Affidate al torchio un altro bell’editoriale al pepe,se non alla cicuta e vi cimentate nuovamente nel’altro vostro sport preferito: il tiro al    piccione/Berlusconi.

“L'autorità' senza esemplarità di comportamenti non à alcuna autorevolezza e forza morale. È pura ipocrisia o convenienza di interessi privati. Chi esercita il potere, anche con un ampio consenso di popolo, non può pretendere una zona franca dall'etica. Né pensare di barattare la morale con promesse di leggi favorevoli alla Chiesa: è il classico «piatto di lenticchie , da respingere al mittente. (…) Chi à l'onore e l'onere di servire il Paese (senza servirsene), per di piú con una larga maggioranza, quale mai si era vista nella storia della Repubblica, è doveroso che si dedichi a questo importante compito senza distrazioni, che un capo di Governo non può permettersi. L'alta responsabilità comporta restrizioni di movimenti e comportamenti adeguati alla carica, per servire a tempo pieno il Paese e dedicarsi totalmente al bene comune dei cittadini. (...) I cristiani (come dimostrano le lettere dei nostri lettori) sono frastornati e amareggiati da questo clima di decadimento morale dell'Italia, e attendono dalla Chiesa una valutazione etica meno disincantata. Non si può far finta che non stia succedendo nulla, o ignorare il disagio di fasce sempre piú ampie della popolazione, e dei cristiani in particolare. Il problema dell'esempio personale e' inscindibile per chiunque accetta una carica pubblica”.

Ineffabile  don Antonio Sciortino, consentitemi ch’io  vi risponda sinceramente da quivis de populo,  da uomo, cristiano e peccatore affidato sin  dalla nascita alla Divina Misericordia, unica mia speranza, se non certezza  di salvezza.

Posso essere d’accordo con voi che un buon esempio personale sia assai cogente con l’assunzione di una pubblica carica, ma mi pare che voi  facciate  un po’ di confusione quando relazionate le alte responsabilità con quel fondamentale “bene comune” di cui ànno parlato nelle loro encicliche sia Giovanni XXIII (Pacem in terris) sia Giovanni Paolo II (Centesimus annus) e perfino la costituzione pastorale postconciliare “Gaudium et spes”.

Cosa viene prima,don Sciortino:  l’agire del singolo o il bene comune? Meglio un capo del governo come Berlusconi, (di cui però non m’ergo a giudice o consigliere morale pur disapprovandone per primo taluni atteggiamenti morali), ripeto:  meglio un capo del governo come Berlusconi che si oppone (ad esempio) a leggi sull’eutanasia o sulle unioni omosessuali, o meglio un sobrio e fedele marito che mi legalizzerebbe su due piedi le suddette norme?

Comprendo  però la sua confusione di uomo di Chiesa: nonostante gli anni mi corrano addosso e cominci a perder qualche particolare degli avvenimenti, ricordo bene che la legge sull’aborto venne firmata da un presidente del consiglio (Giulio Andreotti) che, piú avanti, confessò di “ricevere l’Eucaristia da anni tutti i giorni”. Forse il 18 maggio 1978 era arrivato in chiesa a Messa ormai finita.

I cristiani sono frastornati ed amareggiati da questo clima? No,  credetemi, don Sciortino, i cristiani (con eccezione di quelli rossi che vi leggono e vi scrivono indignate valanghe di lettere) sanno esattamente  in che mondo vivono, e pur non seguendone tutte  le linee guida,    devono imparare a conviverci. Inutile fare finta di stare sulla luna se si è sulla terra. Siamo nel mondo, ma non del mondo, non ve lo ricordate?  E c’è scritto anche che quaggiú le cose non sono mai andate e non andranno mai proprio esattamente come vorremmo noi cristiani. Quindi, da parte mia, piú che essere amareggiato,ed ergermi a giudice e fustigatore del mio prossimo,  cerco di essere (sempre evangelicamente)pragmatico:  pacifico come una colomba e furbo come un serpente. Se Berlusconi mi dà quel che chiedo per l’avvenire dei miei figli e/o nipoti, viva Berlusconi e risponda della sua coscienza e della sua moralità  a Dio e non a me o a Repubblica o a Famiglia (cristiana)democratica .E pazienza se tutto ciò sta male  a voi ed a quei vostri (rossi) lettori che millantate  vi inviino valanghe di  lettere per chiedere chiarezza al nostro premier. Pazienza!Fatevene una ragione: È regola della democrazia che governi chi vince, (secondo i numeri del ministero degli interni e non i fantasiosi conteggi di Franceschini) ed è regola che  i perdenti debbano contentarsi di fare opposizione, possibilmente costruttiva senza attaccarsi  al gossip di giornali che una volta lètti  esigono una lunga lavata di mani in acqua saponata!,  supportati dal primo don Sciortino di turno  che si serve di un pulpito paolino non per fare omelie, ma per strapparsi le vesti come Caifa e farsi benvolere in area P.D., pronto (non mi meraviglierei) a barattare la tonaca o il clergy-man con un doppio petto rigato, una sediolina a Montecitorio ed un’intervista in casa RAI! Bbona salute e che il Cielo v’illumini!Vi stringo la mano;  e ca 'o Signore onnipotente nce perdunasse e benedicesse a tutte quante!
Vostro
Raffaele Bracale
Napoli - Reame 2 Sicilie
Ultimo aggiornamento Domenica 28 Giugno 2009 22:08
 

Google

Web
in Capafresca
Turchia_10
Brasile_22
Turchia_9
Vignette_75
Turchia_8
Islanda_5
Varie_12
Argentario_12
Turchia_17
Brasile_28

Previsioni meteo

Click per aprire http://www.ilmeteo.it
banner_mini_Walk_About
Joomla Templates by Joomlashack